Questo pomeriggio ho deciso che lo avrei passato a cucinare. Verso le 16.30 ho chiuso i libri di storia del pensiero politico e mi sono messa ai fornelli.
Avevo appena aggiunto il cacao al composto per la torta, quando il mio cellulare inizia a suonare ed un trillo fastidioso si propaga nell'aria. Sbuffo, decisa a non rispondere visto che da due giorni a questa parte il mio umore non è esattamente al massimo, ma quello niente, continua a suonare. Alla terza chiamata consecutiva, rispondo.
La conversazione è andata più o meno così’:
“pronto?”
“ho fatto un pompino”
“……….”
“ho fatto un pompino”
“….”
“sere?..hai capito? Ho fatto un…”
“SI!...si, ti ho capito hai fatto un pompino, ed allora?”
“come sarebbe a dire Ed allora? Non dovresti dirmi qualcosa del tipo – è sbagliato, bla bla, bal…non si fa, o altre stronzate del genere?”
“… tesoro, sono tua amica, non tua madre…poi, se proprio vuoi che te le dica lo faccio. Hai sbagliato! Non si fa!”
“spiritosa”
“comunque: chi era il fortunato?”
“…”
“… …NO!”
“Sere…per favore, per favore!”
“per favore un corno Azzurra!”
“…Io…”
“No, dico…dopo tutto quello che ti ha fatto passare!”
“Lo so, ma…”
“Ma un cazzo, tesoro! Sei un’imbecille”
“…. Ma io lo…”
“non ti azzardare a dire che lo ami perché vengo in paese e prendo a calci in culo prima te e poi lui”
“grazie”
“…prego. Certo però che sei un tipo…niente per anni e poi…con uno fidanzato vai a fare certe cose?”
“si lo so, sono un’idiota.”
“confermo.”
“stronza”
“cretina”
“stupida”
“ma almeno ti è piaciuto?”
“come prima esperienza…direi…un 7, però..”
“però?”
“…il suo sperma ha un sapore schifoso”
Inutile dire che a quel punto della conversazione, mi era passata del tutto la fame.
XO XO, Sayuri
